Zagori

Mostra unità geografica Zagoria

Un pittore non poteva che ricordare questa rara bellezza e tanta personalità. I 46 villaggi di pietra di Zagori, orlati da montagne lussureggianti e acque cristalline, coprono una superficie di 992 chilometri quadrati. La loro posizione geografica combinata con l'altitudine, la topografia e la ricchezza naturale, fu un fattore chiave per l'evoluzione della vita dei loro abitanti.

Descrizione delle caratteristiche geografiche

Geograficamente è collocata a nord di Ioannina, in una regione montuosa che fa parte del complesso montuoso di N. Pindo. A Nord-Ovest dei villaggi Zagoria si incontrano il fiume Aoos e il complesso montuoso di Tymfi, con il picco più alto Gamila (2497 m slm), che condividono i loro confini con la provincia di Konitsa. A Sud-Ovest si trova il monte Mitsikeli (alt. 1.811 m), che separa il Zagori dal bacino di Ioannina, mentre ad est si trova la periferia occidentale del Montenegro (alt. 2.159 m) e le pendici orientali del fiume Valley Varda, affluente dell’Arachthos, separando il Zagori dal Metsovo e la montagna Peristeri.
Nel 17° secolo inizia il periodo di grande prosperità di Zagori. In quel periodo si sono creati la maggior parte degli insediamenti, mentre la zona comincia ad acquisire la sua forma attuale e si divide in tre divisioni geografiche, l'occidentale, orientale e centrale chiamate tutte Zagori.

Significato storico e culturale dei ponti di pietra

Questa arte folkloristica meravigliosa mostra anche una grande dispersione geografica; tuttavia, ha trovato spunto soprattutto nell’Epiro e in altre zone montuose del paese. Spesso ha suscitato l'interesse di alcuni ricercatori. Inoltre sono luoghi di particolare cultura, folklore e di interesse storico, indissolubilmente legati alla storia locale e nazionale, a alle regioni in cui si trovano.
Dobbiamo dare particolare enfasi al patrimonio culturale e folcloristico di queste strutture in pietra. Sono una fonte di materiale folkloristico ricco, che comprende canti popolari, leggende, proverbi, tradizioni popolari e credenze, e spesso vengono dichiarati monumenti del patrimonio culturale.
Studiando i ponti di pietra si possono scoprire aspetti della vita quotidiana di qualche muratore e delle persone che li hanno utilizzati per secoli. La maggior parte di loro sono opere anonime di autodidatti di architettura, che sono stati ispirati dalla natura che si presero cura di rispettare le regole di utilizzo di solo pietre locali e altri materiali da costruzione naturali come il legno, la terra e l'acqua. La conoscenza era stata totalmente empirica, ma in grado di creare opere squisite, di grande impatto estetico.

Galateo e costumi sui ponti di pietra

Ponte del Capitano-Orso


E’ un ponte in pietra ad Arcata unica di rilevante importanza storica, dato che il 6 Agosto, 1906, l’esercito Turco uccise il comandante Macedone Capitano-Orso e da allora il ponte ha portato il suo nome.
A finanziare il progetto è stato un Ebreo, Solomon Matsilis di Ioannina, ed ecco perché in passato era chiamato il “ponte dell’Ebreo”.
Una vecchia canzone popolare della nostra regione racconta gli eventi che si sono verificati nell’agosto del 1906 «Tre pernici erano sedute in cima a Rosia Tsouka, e una stava guardando verso Joannina, un’altra a Zagori e la terza vide un picolo requiem e disse: Arkoudas è stato ucciso a ponte Lavdas, tre ntoyfekies di ntragatis Lambros lo hanno gettato e lo morsero xofaltsa, e l'altro alla gamba e il terzo era velenoso, ed il veleno arrivò al suo cuore ... »

 

Ponte di Gkana

 

Fuori dal villaggio Kavallari sorgono i resti del ponte a due archi del Ghana. Secondo la tradizione, il ponte è stato costruito da una donna che è stata violentata dai turchi nel 1630, al fine di essere perdonato dal peccato.

 

Ponte di Geromniou


Prese il suo nome da un abitante del villaggio, che affogò nel ruscello di cui congiunge le rive. L’abitante del villaggio era soprannominato “Giromnios”, perché era venuto come marito dal villaggio Geromnimi (Ieromnimi) a Kourenta. L’affogamento di questo uomo, comunque, è stato il motivo per la costruzione del ponte.

 

Ponte di Lazaridis

 

Il ponte è al centro di una leggenda che dice che dei ladri avevano nascosto vicino ad esso l’Icona di San Costantino e di Sant’ Elena. Gli abitanti del posto vedevano ogni notte una veglia a lume di candela. La veglia cessò quando l’icona di fu ritrovata e restituita al tempio, da cui era stata rubata.

 

Ponte di Noutsou

 

Nella stessa posizione in cui il ponte è stato costruito, ne preesisteva un altro che, secondo la tradizione, fu usato per scoprire e poi punire i ladri di animali. Secondo la tradizione, per sapere se una persona sospettata di furto di animali,essa veniva obbligata a passare il ponte trasportando una capra sulla schiena. Se il sospettato ce la faceva o confessava, era dichiarato innocente, altrimenti la punizione consisteva nell’annegamento nel fiume.
A parte le sembianze rare e belle, che hanno dato come risultato un interesse culturale crescente per la zona, questo ponte ha anche un’importanza storica dato che si trova vicino alla “Cava di Daveli”.

 

Ponte di Kleidoniavista

 

Secondo la tradizione, nella posizione dove ora si trova il ponte, esisteva ai tempi dei Bizantini un ponte ancora più antico che è collegato ad un omicidio, per motivi di onore, tra due famiglie imparentate tra di loro. In realtà l’omicidio è stato il motivo per abbandonare un intero villaggio.
Si trattava delle famiglie degli Stamatis e dei Geraeni. Quando la processione nuziale della figlia dei Geraeni passò sul ponte, esso crollò sulla famiglia degli Stamatis. Nella battaglia che ne scaturì, tra gli altri rimasero uccisi Geraenis con sua moglie e due cugini della sposa. Da allora, viene anche cantato il lamento della figlia dei Geraeni “Io non ho cambiato il suono/per cantare un’altra canzone / ho perso un signore ed una signora ed i miei due cugini ...”

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