Kourenta

Mostra unità geografica Kourenta

Nell’unità culturale di Kourenta giace un incredibile mosaico di storia e di cultura, confinato tra le montagne di Kourenta (1.172 m) ad est e l’estensione nordoccidentale delle montagne di Paramythia (1.644 m) a sudovest.

Descrizione delle caratteristiche geografiche

A nord, identifichiamo il confine geografico nel Fiume Kalamas e a sud, le montagne di Souli e i versanti nordoccidentali del Tomaros. Ad ovest dei fiumi Tyria e Kalamas, lo sguardo si perde tra i platani e le querce (dousko), dai quali la località prende nome: Ntouskara.
I due fiumi della regione creano un segno indelebile nello spazio. Il Kalamas scorre attraverso una densa vegetazione tra Kasidiaris e Kourenta, mentre il Tyria passa tra Kourenta e Tomaros per immettersi nel Kalamas. Tra Vrosyna e Pente Ekklisies, il Kalamas attraversa le ripide pareti rocciose che crescono formando un’imponente gola.
A riguardo della regione, possiamo identificare un paesaggio di ineguagliata bellezza che si sviluppa lungo il Fiume Kalamas. Ivi è situata una serie di villaggi storici, nascosti tra le fertili valli collinari, numerose catene collinari e piccoli canyon. Questi villaggi, su entrambi i versanti della Valle di Kalamas, formano un’unità amministrativa divisa in cinque distretti: Ano Kalamas, Kalpaki, Zitsa, of Evrimenoi e Molossoi.
È di particolare interesse l’ambiente naturale dell’area, casa di rare specie di flora e fauna. L’area che è attraversata dal fiume Kalamas ospita coltivazioni, foreste fluviali di pioppi, ontani, olmi e salici, boschi di querce, lande ricoperte di arbusti, vaste foreste di querce così come di corbezzoli, ulivi selvatici, cedri, cornioli, alberi di Giuda e brughiere autunnali.
È un’area con dei bassi altopiani collinari, dove la combinazione tra il mite clima Mediterraneo e l’attività umana ha creato una zona di vegetazione omogenea, che inizia nei letti dei fiumi e dei torrenti e raggiunge la vetta delle montagne.

Significato storico e culturale dei ponti di pietra

Le strutture in pietra dell’Epiro sono numerose, ma uniche nell’arte e nell’estetica. Tuttavia, ciò che emerge maggiormente è l’arte dei ponti arcuati, che sono la realizzazione degli artigiani Epirotici e il culmine estetico dell’architettura folkloristica.
L’intera regione dell’Epiro è attraversata da fiumi che nella stagione invernale sono realmente selvaggi ed impetuosi. I ponti collegano gli insediamenti tra di loro ma i vicinati in ciascun villaggio, i campi, i vigneti, i pascoli.
La scelta del sito dei ponti era affidata al mastro costruttore. Esso sceglieva dopo una ricerca del sito adatto, che doveva essere una parte rocciosa della sponda del fiume in modo da poter sostenere in sicurezza i piloni del ponte.
I ponti in pietra sono catalogati in due categorie a seconda del numero dei loro archi: ad arco singolo e ad archi multipli. La varietà e la diversità nella composizione architettonica dei ponti è legata allo zelo del costruttore, in contrasto con i materiali da costruzione, la loro plasticità e le loro proporzioni, che generalmente sono caratteristiche comuni di tutti i ponti in pietra.
Tuttavia, i ponti in pietra della Grecia sono per la maggior parte ad arco singolo e sono situati su suoli di montagna. Ciò succede poiché tali ponti sono principalmente realizzati in terreni ripidi, dove i fiumi a causa del loro stretto letto sono più impetuosi, in contrapposizione ai terreni più a valle, dove la larghezza del fiume è maggiore e perciò il loro impeto è molto inferiore.
Tutti i ponti dell’Epiro furono costruiti durante l’era Ottomana. La crescita economica del 18° e del 19° secolo e le transazioni commerciali con i Balcani e con i paesi dell’Europa Centrale portarono alla costruzione di nuovi ponti o al miglioramento di quelli meno recenti.

Galateo e costumi sui ponti di pietra

I ponti formano un’indispensabile parte del paesaggio Greco e sono inestricabilmente collegati alle favole folkloristiche, scaturite dal tentativo dell’uomo di approcciare l’ignoto, la creazione di un ponte, un’impresa così difficile che sembrava esulare dai limiti umani. (Mantas, 2000).
La distruzione della costruzione veniva generalmente attribuita a qualche essere soprannaturale. È anche possibile che tali leggende siano basate sulle percezioni popolari circa la lotta tra il bene ed il male. (Tsotsos, 2000).
Questo è essenzialmente un modo per esprimere la paura degli eventi imprevedibili che seguivano la costruzione. Il momento più difficile era quello della rimozione della cassaforma dal ponte, che dava vita alla maggior parte delle leggente, dato che vi era la credenza dell’esistenza di un dragone che era contrario alla costruzione, e richiedeva dei sacrifici umani in cambio di consentire il completamento del progetto. (Petronotis, 2000).
La superstizione attraverso il sacrificio ad un essere superiore, è menzionata in numerosi antichi miti Grechi (Petronotis, 2000). Senza dubbio, come è noto in antichità nelle religioni ed estensivamente nella mitologia Greca si credeva che più prezioso fosse il dono-sacrificio, maggiore sarebbe stato il favore degli dei (Schismenos, 2000).
In alcuni posti l’esistenza di ponti naturali, per esempio delle rocce congiunte al di sopra di un fiume, era considerata l’opera di esseri sovrannaturali e si accompagnava a diverse leggende.
Come conseguenza della percezione dei fiumi da parte delle persone, Spyros Mandas cita una storia davvero interessante circa la superstizione che era ancora fortissima fino ad anni recenti presso Zagoria in Epiro: fortissima fino ad anni recenti presso Zagoria in Epiro.
“Qui, qualsiasi donna che avesse dato alla luce un bambino morto, dopo aver raggiunto il fiume più vicino, spingeva in acqua, dalla cima dell’arco di un ponte, una o più delle sue “arkades”, per esempio le pietre che rendevano sicuro il transito”. Nel subconscio della madre Zagoriana, come spiegato da S. Mantas, c’è l’intuizione latente che l’antico patrono della fertilità, il fiume, le abbia fatto un torto. E lei si vendica facendovi cadere delle pietre. Il fatto che la donna scelga di punire il fiume da un ponte non è casuale. Succede poiché la costruzione umiliò l’indomito fiume nella percezione delle menti locali, unendo i suoi due versantι.

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