Informazioni

Mostra geografica Arta Unit

Il luogo di nascita di Maximus Grekos, Nikolaos Skoufas, del Generale Makriyannis e Georgios Karaiskakis. Il posto con i monumenti Bizantini, castelli medievali, e splendide strutture in pietra. Il posto delle leggende e del pluricantato ponte... Arta, un posto dotato di bellezza naturale e grande cultura, di ricca tradizione e popolo particolare.

Description of geographical features

E' il centro del commercio e dell'amministrazione dell'omonima prefettura, che si trova nella parte nord-ovest della Grecia. Appartiene geograficamente e amministrativamente al continente, di cui occupa la parte sud-est. Occupa un'area di 1612 km quadrati, e confina a nord con le prefetture di Ioannina e di Trikala, a est con le prefetture di Trikala, Kardtisa e Aeotoloakarnania, a ovest con quelle di Preveza e Ioannina, e a sud la zona è bagnata dal golfo di Arta.
Un'altra caratteristica consiste nei paesaggi di rara bellezza, come le uniche zone umide e le lagune di Logarou e Tsakalous, in cui trovano rifugio cigni e fenicotteri. Le lagune Tsoukalio (22 km quadri) e Logarou (30 km quadri) si trovano tra le fonti dell'Arahtos e del Louros, e sono ricche di pesci. Sono separati da uno stretto pezzo di terra.
Ad Ambrakiko si incontrano due dei fiumi che attraversano il paese, l'Arahtos e il Louros.
Senza dubbi, l'ambiente naturale di Arta domina tra le montagne di Athamanika (Tzoumerka, 2429 m), di cui la più imponente è il monte Xerovouni (1614 m) e le Montagne del Valtos (1782 m).
Nella parte sud-ovest della contea si è formata un'ampia pianura costiera, la pianura di Arta, che è la più estesa dell'Epirus.

Historical and cultural significance of the stone bridges

Il grezzo sottosuolo di Arta, con montagne torreggianti e fiumi impetuosi crea un aspro e inaccessibile ambiente per i residenti, complicando le comunicazioni e in generale i trasporti.
I ponti erano tra le strutture che richiedevano più bravura da parte dei costruttori. Richiedevano infatti team specializzati di operai, principalmente provenienti dai villaggi Konitsas e Tzoumerkon. I più bravi in questo campo, i famosi Kiouproulides, misero l'anima e la loro arte per costruire questi ponti stupendi.
L' arte di questi mastri ha origine nel 16° secolo, quando la povertà dei villaggi Konitsas e Tzoumerkon spinse gli abitanti a sviluppare l'arte della pietra in modo da sopravvivere. Una crescita particolare di questa arte si ebbe nel periodo tra l'occupazione turca e il 19° secolo, con la loro fama che uscì fuori dai confini dei Balcani e li rese famosi in buona parte del continente.
I loro lavori sono ammirevoli in quanto parte della natura e prodotti di un istinto naturale.
Sono una ricca fonte di folklore, con canzoni, leggende, proverbi, costumi, e credi, spesso elevati ad essere considerati monumenti culturali. Un esempio vivo di ciò è il ponte di Arta, che porta con se secoli di storia ed è pieno di leggende e tradizioni.

Traditions and customs on the stone bridges

Immersa nella tradizione, la storia di Arta potrebbe intrecciarsi solo con quella dei suoi storici ponti omonimi.
Il ponte di Arta
Il ponte di Arta, un’opera così difficile per l’epoca in cui è stata create, il cui nome ha ispirato canzoni popolari ed ha reso quel transito in pietra conosciuto in tutto il mondo.
Una ricerca storica però dimostra come la leggenda abbia nascosto per molti anni una verità storica sulla regione di Arta e sull’ Epiro in generale.
All’inizio alla richiesta dell’esercito Turco di creare un passaggio gli abitanti si offersero volontari per aiutare a costruire il ponte per ottenere in seguito dei favori dai Turchi, ma dopo aver realizzato parte della costruzione loro stessi di notte distruggevano quanto avevano fatto.
I Turchi vedendo che il progetto rallentava chiesero il motivo. La gente rispose che il luogo era stregato e che non potevano costruire il ponte. Ascoltando questa giustificazione, il governatore Turco ordinò l’arresto del capo mastro e l’uccisione della moglie. Gli abitanti, paventando le conseguenze, completarono la costruzione del ponte, fatto che venne accompagnato da maledizioni lanciate all’esercito Turco. Dopo la rivoluzione del 1821, però, attendendo la liberazione da parte dell’esercito Greco, gli abitanti del posto cambiarono le loro maledizioni in benedizioni.
Ponte di Korakou
Costruito nel 1514-1515 ha resistito fieramente per oltre 400 anni, grazie alle donazioni provenienti dal Metropolitano Bessarion II, Metropolitano di Larissa.. Egli, ignorò la tradizione che diceva che il donatore doveva dare direttamente il suo nome alla costruzione e preferì chiamarlo solo ponte di Korakou a causa della sua altezza.
Secondo la leggenda che accompagna il fiume, si dice che per salvare quanto fosse necessario alla costruzione dovette compiere un giro per tutti i Balcani.
Quando San Bessarion, ritornò al ponte di Korakou, poco prima che gli operai finissero il ponte avvenne un grande terremoto ed il ponte crollò.
Gli operai però erano riluttanti a ricominciare a lavorare, dato che temevano che non ci fossero sufficienti soldi per essere retribuiti. Rendendosi conto della ragione della loro esitazione il Santo tirò fuori dalla tasca una manciata di monete d’oro e le gettò nel,letto del fiume. Dopo di ciò gli operai ricominciarono a lavorare, nonostante i problemi del Santo che non aveva altro dopo aver gettato i soldi nel fiume. Ed allora incominciò a fare un nuovo viaggio, stavolta in Ucraina ed in Cecoslovacchia e dopo qualche mese ritornò al ponte per trovarlo finalmente completato.

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